Seconda parte dell'intervista a Pino Scotto, sempre presa da
www.metallus.itParliamo delle collaborazioni che ci sono nel disco, ad esempio quella con J.Ax.
”J.Ax era l’unico che non conoscevo, siccome un mio amico di Rock TV lo conosce, mi disse che nelle interviste lui parlava di “Scottologia” addirittura, e mi aveva detto che gli sarebbe piaciuto fare qualcosa con me. Io prima ho voluto incontrarlo e parlare un po’ con lui per vedere che persona era. Ragazzi, questo è più incazzato di me, lascio stare il tipo di musica che fa, ma lui è veramente un grande, una bella persona, ed è uno che parla poco e agisce tanto”.
Poi ho visto che ci sono un sacco di persone dell’entourage di Rock TV, come la cantante dei Settevite e Mario Riso dei Rezophonic.
”Con i Rezophonic abbiamo già fatto qualcosa come 130-140 pozzi in Africa, e non è che poi mandi i soldi a questa gente, ci andiamo noi personalmente, ogni pozzo ha il nome di ognuno di noi. Ragazzi, sapete quanto costa fare un pozzo d’acqua in Africa? Costa 5000 euro, e io mi vergogno, certe volte io me li sputtano in un mese di cocaina e non mi vergogno a dirlo, a questi con 5000 euro fai un pozzo d’acqua…sto scherzando comunque!!! Provate a immaginare: con un pozzo d’acqua date a queste persone la possibilità di seminare, di bere acqua tutti i giorni, secondo me questo progetto, che non ho fatto io, è stato organizzato dal grande Mario Riso, è una bella cosa. Si sta già pensando al secondo, e adesso stanno arrivando tutti, vogliono partecipare tutti, come al solito, come succede in queste cose.”
E di Ruggeri che dici?
”Anche lui è un tipo rock, è bravissimo a scrivere i testi, ma è sempre rimasto fuori dalla mischia, si è creato il suo mondo, bello o brutto che sia.”
Per i tuoi programmi su Rock TV hai preso qualche querela?
”Sicuramente sì, ma non me ne fotte un cazzo, vuoi che vengano ad arrestare me? In un Paese dove non arrestano Mastella e dove Mastella è Ministro della Giustizia? Ma vi rendete conto?”
Tu hai votato questa volta?
”No, non vado a votare da 15 anni, non voglio avere niente a che fare con questo circo equestre.”
Pensi che questo possa influire?
”Probabilmente quest’anno ha influito, perché tanta gente si è rotta e secondo me erano tutti quelli di sinistra, secondo me il 90% degli astenuti era di sinistra, e questo ha fatto un grande danno.”
Pensi che ci sia la possibilità di cambiare qualcosa dal basso?
”Secondo me bisogna cominciare dalle piccole cose, come loro (i ragazzi di Bologna Rock City, ndr), sbattendosene di quelli che organizzano i concerti solo per soldi, e anche darvi una mano fra di voi, fra band, invece di parlarsi male alle spalle e di farsi la guerra dei poveri, e quelli di sopra ridono perché noi ci facciamo la guerra e quelli prendono i soldi. Adesso a Milano sta chiudendo Rock FM, una radio storica chiude a fine maggio, l’ha comprata la Mondatori, ma se io avessi i soldi di Vasco, Ligabue, io farei un’etichetta rock e sono convinto che io venderei i dischi. Però devi avere i soldi, perché devi pagare le radio per far passare i brani, devi pagare i giornali per fare gli articoli, devi pagare le televisioni per far passare i video, se non hai i soldi non fai niente. L’alternativa c’è, ci vuole qualcuno con i soldi e un’anima per investire, solo quelli ci vogliono, i soldi. Quello che mi stupisce è l’ignoranza delle persone. Noi in Italia abbiamo un sacco di gente veramente brava, ma se non vai nei locali a fare le cover, questi ragazzi non suonano, e i proprietari dei locali ti dicono che se non si fanno le cover la gente non viene: è come un gatto che si morde la coda, e non c’è via d’uscita. Ci vuole qualcuno che investa, ci vogliono tanti soldi, anche per aprire un locale giusto, devi avere i soldi per pagare la promozione, per pagare la gente, poi quando vedi che la musica è quella giusta, anche se non sono cover, la gente viene. Però la gente va educata pian piano, e ci vogliono tempo e soldi. È la stessa storia per il lavoro. Ragazzi, il lavoro in Italia adesso è un casino, bisogna anche inventarseli i lavori. Io conosco una band, si chiamano Asilo Republic, sono di Alessandria, io li conosco da 25 anni, questi vanno in giro a fare il tributo a Vasco da 25 anni: io mi sarei dato fuoco da solo, sinceramente. Quando suonano loro non si può entrare nei locali, è tutto prenotato, questi escono a 3000 euro, i locali sono pieni dappertutto. Non basta Vasco, c’è anche chi lo va a scimmiottare, ma ti rendi conto? Questa è l’Italia, purtroppo. Qua se dici che fai il musicista ti chiedono “ma di lavoro che cosa fai?”. Gli unici musicisti che riescono a vivere sono quelli che fanno liscio, che si fanno 7 sere a settimana.”
Negli anni ’60 c’erano i Beatles, che facevano pop, ed era quello che ascoltava la gente. Adesso nella musica non c’è niente di nuovo, non si fa più niente con passione.
”Quello che sta succedendo nella musica è che si sta riciclando, come al solito. Guarda gli Oasis cosa sono riusciti a fare. Poi sembra che a me stiano sul cazzo i Tokio Hotel, ma a me non importa niente, è la loro situazione. Questi hanno venduto tre milioni e mezzo di dischi, questi li hanno dipinti con il pennarello, li ha presi il produttore, li ha portati in uno studio, li ha fatti riarrangiare tutti i pezzi, perché ha capito che i ragazzini vogliono quello, è marketing purtroppo. Le ragazzine vanno ai loro concerti e si mettono a piangere, io piangerei dalla vergogna, altrochè. Magari questi ragazzini lo fanno anche con passione, per carità, ma loro nel loro mondo, piccolo o grande che siano, sono ragazzi che si sono messi a suonare perché gli piace, poi sono stati strumentalizzati. Ma non succede solo nella musica, succede nel teatro, nell’arte in generale, è diventato tutto un business, è quello il problema. Ragazzi, noi abbiamo insegnato a tutto il mondo, e adesso siamo diventati l’ultimo Paese del mondo, facciamo ridere. Le uniche cose che riusciamo a portare fuori dall’Italia sono la Pausini e Ramazzotti, ma vi rendete conto?”
Cosa pensi dell’underground italiano, e quali sono i gruppi interessanti che conosci?
”Posso dirti cosa so dell’underground metal. C’è un sacco di gente brava, anche con demo suonati e prodotti benissimo, e invece nessuno li considera e vanno a fare i Finley. Ma dico io, fanne uno di gruppi rock, prova a investire su uno, fai un tentativo. A parte che Cecchetto, prima di far funzionare i Finley, ha sputato sangue, se i Finley funzionano, prova a fare un gruppo rock vero e prova a investire i soldi su quello, gli stessi che hai investito per i Finley. Parlando di metal, una band che meriterebbe tantissimo sono i Labyrinth. Roberto Tiranti è uno dei migliori vocalist che abbiamo in Italia, ha cantato anche un pezzo con me. Solo che lui per vivere deve suonare in quattro cover band diverse. Addirittura è andato a X Factor e Simona Ventura l’ha bocciato. Ma lei che cosa ne sa di canto, di musica? Anche gli Extrema sono bravi, ma hanno avuto delle etichette sfigate nel periodo in cui erano all’inizio, poi di gruppi come i loro ne sono venuti fuori un migliaio. Il problema è che siamo in Italia, ma se potete andate via, anche per il lavoro. Ci sono Paesi come l’Australia dove si suona dappertutto, c’è lavoro, ti danno le sovvenzioni…qui siamo al punto delle vecchiette che vanno al supermercato a rubare la bistecca perché non se la possono permettere, se continuiamo così non so dove andremo a finire.”
Qual è la tua line up dei sogni?
”Ce ne sono troppe…una formazione in cui andrei subito sarebbe se Ritchie Blackmore decidesse di riformare i Rainbow…io non mi attacco alle cose comunque, io a casa non ho neanche un disco dei Vanadium. Io ho vissuto una vita di merda perché non mi godo le cose. Il mio sogno vero sarebbe vedere cambiare questo Paese, perché io sono veramente fiero di essere italiano, ma purtroppo la vedo molto dura. Poi quando sento parlare di violenze sui bambini, sugli animali, non ci vedo più. Bisogna cambiare le leggi.”